Un progetto di design sistemico sviluppato per Lauretana S.p.A., l’acqua più leggera d’Europa, imbottigliata sulle montagne del Biellese, in Piemonte. Partendo da una diagnosi olistica dell’intero sistema produttivo, il team ha individuato le principali criticità ambientali e progettato soluzioni concrete e scalabili verso i principi dell’economia circolare.
Il progetto è nato nel corso Procedures for Environmental Sustainability della laurea magistrale in Design Sistemico del Politecnico di Torino, a.a. 2023/24.

Il processo è partito da una diagnosi olistica dell’intera filiera di Lauretana, dalla fusione dei ghiacciai e dall’estrazione dell’acqua fino alla distribuzione, al packaging e al fine vita. Ogni flusso di materia, fonte di energia, scarto e relazione tra attori è stato mappato a scala provinciale, nazionale e internazionale.
Ne è nata una mappa di sfide e opportunità: oltre venti criticità collegate a 42 possibili opportunità, ciascuna valutata con una matrice di selezione multicriterio su impatto ambientale, valore sociale, sostenibilità economica, rilevanza territoriale e tempi.

Le opportunità più efficaci sono state sviluppate in una roadmap su breve (1 o 2 anni), medio (2 o 5 anni) e lungo termine (fino a 10 anni). Tra le proposte: una nuova etichetta in carta riciclata con adesivo a base di amido di mais, che elimina la soda caustica dal lavaggio; una Comunità Energetica Rinnovabile per l’autosufficienza energetica; i camion elettrici per i trasporti di montagna; una nuova linea di acqua gassata in fusti.
È stato proposto anche un sistema di fitodepurazione per depurare l’acqua di processo e restituirla al fiume ricca di nutrienti, chiudendo il ciclo dell’acqua a livello territoriale.

L’intervento più immediato e misurabile riguarda l’etichetta della bottiglia di vetro. Oggi la colla è applicata direttamente sul vetro e richiede soda caustica e grandi quantità di acqua riscaldata per essere rimossa, generando 122 tonnellate di scarto di carta all’anno. La nuova etichetta è più piccola e posizionata più in basso, con un adesivo che ne consente la rimozione meccanica senza prodotti chimici. Anche la forma della bottiglia è stata rivista per ridurre i punti di contatto e portare i cicli di riuso da 10 a 15.
Impatto: −50% di acqua, −40% di carta, −5% di energia e −100% di soda caustica all’anno.

Nel team di sette persone mi sono occupato della data visualization e dell’ideazione delle soluzioni. Ho progettato la mappa della diagnosi olistica, la matrice di sfide e opportunità, le system map e la mappa del sistema di valutazione, con un linguaggio visivo coerente capace di rendere chiare relazioni sistemiche complesse.
Ho contribuito attivamente all’ideazione e allo sviluppo delle soluzioni, in particolare sulla strategia di ridisegno dell’etichetta e sulle nuove linee di prodotto, unendo i risultati della ricerca al design thinking.
