Il packaging alimentare è un potente strumento di comunicazione. Non si limita a proteggere il prodotto: agisce come un sistema visivo capace di trasmettere messaggi impliciti ed espliciti e, talvolta, di condizionare le scelte alimentari.
In un contesto segnato dall’aumento dei disturbi alimentari, la ricerca indaga il ruolo del packaging nella costruzione di messaggi visivi che possono contribuire a comportamenti alimentari disfunzionali.
L’obiettivo è proporre linee guida di design per un packaging più consapevole e inclusivo, capace di ridurre l’impatto negativo su chi si trova già in una condizione di vulnerabilità.

Il lavoro parte dallo studio dei disturbi alimentari e del ruolo del packaging, e analizza lo scenario normativo. Raccoglie poi il punto di vista di chi vive questi disturbi, per capire come le persone scelgono e leggono un prodotto sullo scaffale.
Da questa base nascono le linee guida, applicate al caso degli yogurt. Portano alla progettazione di nuovi packaging e a un’indagine sperimentale per verificarne l’efficacia.

Ho sviluppato l’intera tesi, dall’impostazione della ricerca alla definizione delle linee guida e dei nuovi packaging. Il progetto è stato seguito dal relatore Paolo Marco Tamborrini, docente di Design Sistemico al Politecnico di Torino.